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Edicole Votive

Significato e funzione delle edicole votive

Le edicole votive hanno funzione e significati diversi a seconda del luogo in cui sorgono. La funzione può essere devozionale, decorativa, commemorativa,il significato deriva quasi sempre dai fattori che costituiscono la genesi progettuale: un miracolo, una consacrazione, un’imposizione, una processione,…

Come si può notare dallo schema che segue molteplici possono essere le ragioni che portano alla progettazione e alla realizzazione delle edicole votive. Per comodita di lettura l’analisi critica viene affrontata attraverso due elencazioni separate per le edicole extraurbane e per quelle urbane.

Le edicole votive extraurbane

A) – Alle strutture religiose di carattere votivo possono farsi appartenere i cippi funerari innalzati a ricordo di fatti luttuosi. Ancora oggi lungo le strade extraurbane si assiste al sorgere di questi cippi in prossimità del luogo in cui è avvenuto un incidente mortale. La caratteristica architettonica dei cippi funerari varia da luogo in luogo ed è quasi sempre il riflesso del gusto locale.

B) – In tutto il comprensorio ibleo nei pressi degli incroci viari si incontrano edicole e croci votive aventi  funzione di rassicurare il viandante durante il suo cammino. Le croci sono spesso realizzate interamente con Ia pietra da taglio locale; il loro disegno è semplice e testimonia il senso di umiltà e la condizione di povertà della popolazione degli altipiani iblei. Le edicole sono invece più elaborate e rivelano, attraverso nomi incisi, i propri dedicanti. La loro origine è spesso legata al voto di un ricco possidente o alla consacrazione del luogo da parte della gerarchia ecclesiale .

C) – Le croci votive sorgono anche al centro dei fondi agricoli e testimoniano la consacrazione dei campi da parte del contadino o del signorotto possidente. La loro struttura è molto umile ed è realizzata con materiali di facile reperimento (tronchi d’albero, canne, aste di ferro, ecc.).

D) – Ai limiti della proprietà terriera sorgono spesso edicole a nicchia o a stele le quali segnano i confini del fondo. Le decorazioni di tali edicole si ispirano spesso alla produzione agricola locale di cui il contadino auspica abbondanti raccolte. Nelle edicole votive del territorio pachinese si possono trovare ad esempio decorazioni che raffigurano rami di vite carichi di grappoli d’uva.

E) – Edicole del tipo a cappella sorgono ad una certa distanza del santuario dedicato al Santo locale particolarmente venerato. Da tali edicole (3) partono spesso i pellegrini per raggiungere in processione il santuario.

Nel territorio di Melilli, a breve distanza dal Santuario, sorge la “Santa Cruci” da cui ha inizio la procession dei nuri che avviene la mattina del 4 maggio.

F) – Nei luoghi in cui la tradizione assegna la morte di qualche eroe sorgono edicole funerarie aventi funzione esclusivamente commemorativa. Le origini di tali edicole sono antichissime e se ne hanno buone testimonianze nel territorio palazzolese.

G) – Nei luoghi più alti del territorio, alla sommità di una collina, sorgono spesso croci votive aventi sia I funzione di consacrare il luogo che quella di generare un segno di riconoscimento nel paesaggio extraurbano,

H) – Nei punti di sosta lungo una via di collegamento tra due centri urbani o nelle vicinanze di una sorgente di una fontana sorgono spesso edicole votive aventi funzione specificatamente religiosa. Si tratta spesso di pannelli a nicchia o di altarini dinanzi ai quali i viandanti recitano le proprie preghiere.

I) – Nei pressi dei ponti che scavalcano i fiumi o nei pressi di quegli inserimenti strutturali che aiutano l’uomo a superare e vincere gli ostacoli sorgono di solito croci votive o pannelli a nicchia con il rilievo del santo protettore della zona.

L) – Edicole a nicchia sorgono ai lati dei cancelli che introducono ad una proprietà privata. Tali edicole hanno la funzione di difendere la proprietà e di proteggere la famiglia che abita nel fondo. Esse sono di un certo pregio e vengono edificate fino ai nostri giorni lungo i muri che recingono la proprietà terriera.

M) – Lungo le trazzere di campagna sorgono edicole votive di un certo pregio dedicate alla Sacra Famiglia alla Madonna e a Santi che danno denominazione alle contrade. Diverse di queste edicole sono state edificate nel Settecento e nell’Ottocento. Nei dintorni di Palazzolo ne esistono di pregevoli edificate interamente in pietra da taglio locale.

N) – In alcune zone del comprensorio ibleo, spesso in prossimità degli antichi siti urbani devastati dal terremoto del 1693 sorgono edicole votive che ricordano il terribile sisma. In alcune località sorgono addirittura degli altarini sui quali vengono periodicamente celebrate Sante Messe aventi la funzione di scongiurare i terremoti. le tempeste e i disastri provocati dagli elementi naturali.

Le edicole votive urbane

A) – Il percorso processionale stabilito dalla “Via Crucis”, all’interno dello spazio urbano, viene marcato da una serie di edicole votive o di pannelli a nicchia sistemati a distanza opportuna. Uno dei percorsi processionali piu interessanti e meglio marcato dalle edicole votive è quello di Ferla  il quale venne progettato dopo il terremoto del 1693. L’ultima edicola, quella che chiude il percorso processionale è la Cappella del Calvario intorno alla quale i fedeli si radunavano per assistere alla celebrazione della S. Messa o per recitare il rosario.

B) – I quattro punti cardinali, all’interno del tessuto urbano, vengono marcati da quattro croci votive ubicate agli ingressi del paese. Tali croci ancora esistono a Ferla, a Buscemi, a Cassaro e in altri piccoli centri del Monti Iblei. Quella situata all’ingresso sud del centro urbano di Ferla è la piu interessante del comprensorio e risale alla¬ meta del Settecento. In essa sono ricavate delle nicchiette aventi lo scopo di accogliere pannelli votivi.

Oltre ai quattro punti cardinali le croci o le edicole marcano anche il centro del paese segnando quindi punto di intersezione dei due assi principali che tagliandosi a croce stabiliscono l’impianto a scacchiera. Al centro della croce viaria e cioe nel punto in cui è avvenuta la consacrazione del suolo a scopo urbano sorge un segno tangibile dell’espressione religiosa popolare: una croce o una edicola. Si ha cosi l’inserimento del “segno” sacro nel “punto” sacro.

C) – In diversi edifici settecenteschi, in special modo nei grossi centri urbani come Siracusa, Noto, Modica e Ragusa, le edicole votive con funzione spiccatamente decorativa e scenografica sorgono in punti particolari del-la cortina muraria del secondo ordine. Tali edicole, per la loro notevole altezza e per l’impossibilita di poterle utilizzare a scopo di culto non sono da ritenersi frutto dello spirito religioso popolare.

Diverse da tali edicole sorgono nel secondo ordine delle facciate settecentesche di alcuni edifici di Ortigia

D) – All’interno dei cortili o dei vicoli sorgono edicole votive o altarini utilizzati per la recita di orazioni o per costituire il punto finale di un percorso processionale ottenuto con addobbi a fiori e paramenti. Diverse da tali edicole sono nei quartieri popolari di Ragusa e Siracusa. Interessanti e per certi aspetti pregevoli sono le edicolette della Graziella e della Giudecca a Siracusa.

E) – Le edicole votive più semplici sono quelle ricavate nelle pareti del primo ordine delle costruzioni contadine. Esse accolgono immagini sacre di gusto popolare che meriterebbero di essere salvaguardate e custodite innanzitutto per la storia che documentano.

Sorgente: I Sapori di Sicilia

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